La vita è come il caffè: puoi metterci tutto lo zucchero che vuoi, ma se lo vuoi far diventare dolce, devi girare il cucchiaio. A stare fermi non succede niente.
E non sta succedendo niente a Rovato da diversi anni, da almeno una decade direi. Niente investimenti in infrastrutture, niente strategie a medio e lungo termine, solo belle parole come “Capitale della Franciacorta”, “Lombardia Carne”, “Mercato coperto”, ma nulla di concreto nel completo immobilismo.

Come dice Mantellini nel suo blog l’unica politica che oggi abbia un senso, abbia un futuro, è rimandarci tutti a scuola, investire nell’istruzione e nelle sue strutture. Cosa che la “Capitale del Manzo all’olio” si è ben guardata dal fare, prigioniera immobile di una politica ancorata al presente, a coprire buche e aggiustare tombini, a litigar per due poltrone, invece di pensare a scuole primarie, secondarie, materne e licei, lasciando le scuole al loro inevitabile degrado.

Eppure le iniziative non mancano attorno a noi, persino durante una pandemia che ha colpito duramente la nostra comunità. E non mancheranno finanziamenti e investimenti dello Stato, si apre un periodo in cui chi sarà pronto per fare potrà fare.

Si è soliti dire, specialmente in ambito economico, che durante gli shock più gravi si annidano le migliori opportunità. Per chi sa coglierle ovviamente.
Ed è cosi che si osservano comuni bresciani tutt’altro che moribondi e immobili.

Comuni che investono, udite udite, in nuovi poli scolastici, nuove scuole materne, asfaltano strade durante il lockdown (ci avete mai pensato ? Asfaltare quando non ci sono automobili: che grande idea!), tagliano l’erba dei parchi e rifanno le strisce dei parcheggi. Ci riferiamo ad Adro per esempio, per stare in ambito del colore politico dell’attuale amministrazione rovatese, e al suo polo scolastico comunale, ora affiancato dal cantiere per una nuova scuola materna.
Investire concretamente nel futuro della propria comunità, investire oggi.

E se non abbiamo visione, se non abbiamo strategie e volontà, almeno ci permettiamo di seguire il suggerimento di Picasso: “I mediocri imitano, i geni copiano”.

Captare un’ispirazione, migliorarla, rivestirla della propria personalità, ammantarla di carisma: questo è il genio, forza naturale produttrice come il latino ci insegna. Si sarebbero potute copiare iniziative di altri (magari politicamente affini) per non inventare nulla, ma almeno per lasciare un segno.

Commenti Facebook