Il 25 febbraio 2021 si è svolto il secondo consiglio comunale dell’anno, con molti punti all’ordine del giorno.

Notazione preliminare: è il primo consiglio tenutosi a distanza, con i partecipanti tutti collegati alla piattaforma Zoom e il dibattito ritrasmesso in streaming su YouTube tramite un collegamento sul sito del Comune. Dal punto di vista tecnologico una buona prova, che ha consentito un regolare svolgimento del dibattito.

Inizio spiacevole: da parte delle minoranze è stata sollevata una questione relativa ai documenti preparatori del consiglio, e il sindaco si è subito cimentato in una brutta parte. I consigli, infatti, vengono normalmente convocati il venerdì per il giovedì successivo, ma alla convocazione non sono allegati i documenti che servono ai consiglieri per prepararsi al dibattito sui singoli punti all’ordine del giorno, per cui ogni volta dobbiamo chiederli, solo che essendoci di mezzo il fine settimana finisce che i documenti vengono inviati il lunedì, con la prima commissione convocata già per il lunedì sera. Impossibile arrivare preparati. Buonsenso imporrebbe che i documenti venissero già allegati alla convocazione (tanto è ovvio che ci servono ed è ovvio che li chiediamo) ma ciò non avviene. A precisa domanda in proposito, il sindaco ha detto chiaramente che i documenti non vengono inviati per fare un dispetto a Valentina Remonato. Noi, al di là delle ragioni dell’astio tra il sindaco e il consigliere Remonato, crediamo che questo sia un atteggiamento da bambini dell’asilo e speriamo davvero che le cose cambino.

Tanti i punti all’ordine del giorno, proviamo a illustrarli in sintesi.

Il sindaco ha spiegato che ha conferito deleghe ai consiglieri comunali di maggioranza, per renderli partecipi dell’amministrazione e per affiancarli agli assessori. Ci pare cosa buona, speriamo che migliori la qualità dell’azione politica, anche se le vicende che sono seguite ci fanno dubitare della cosa.

Il consiglio ha poi approvato il regolamento per il Canone patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria. In sostanza, una legge del 2019 ha modificato il sistema delle imposte sulla pubblicità comunale e il nostro Comune si è adeguato, aumentando il novero delle forme di pubblicità soggette a tassazione. Noi ci siamo astenuti.

È stato inoltre approvato, senza particolare dibattito, il nuovo regolamento per la concessione degli spazi mercatali. Noi ci siamo astenuti

Si è invece entrati nel vivo con il punto 5) dell’ordine del giorno: l’amministrazione Belotti ha infatti deciso di modificare l’aliquota dell’addizionale comunale IRPEF, aumentandola del 30%. Sia noi che gli altri consiglieri di minoranza abbiamo chiesto conto delle ragioni della scelta, ritenendola davvero inopportuna in questo periodo storico. Abbiamo anche criticato l’innalzamento della soglia di esenzione (da 15.000 € a 18.000 €), poco significativa: l’imposta ora rischia di colpire più duramente nuclei familiari già provati dalla crisi. Di fatto la maggioranza non ci ha risposto. Il consigliere Caca ha detto che è una misura di sinistra e che non dovremmo lamentarci (peccato che noi non siamo di sinistra, ma vaglielo a spiegare), mentre il consigliere Parzani ha spiegato che non è un aumento delle tasse ma un’operazione di fratellanza tra cittadini (l’ha detto davvero, andatevi ad ascoltare l’intervento). Ovviamente abbiamo votato contro.

Superata l’approvazione delle aliquote IMU (invariate, ci siamo astenuti), il dibattito è entrato nel vivo con l’approvazione del Documento Unico di Programmazione per il triennio 2021/2023 e il Bilancio di previsione per lo stesso periodo.

Il tema è complesso e non può essere spiegato in un resoconto come questo, quindi ci limiteremo a dirvi le cose più importanti, per il resto potete chiederci tutti i chiarimenti che volete e proveremo nei prossimi giorni a trattare singoli temi più specificamente. Abbiamo comunque votato contrari a entrambi i documenti.

Iniziamo dagli investimenti: la giunta Belotti investirà praticamente solo in edilizia, mentre i capitoli su sanità, cultura, commercio, formazione, turismo, etc. sono a zero o vicini allo zero. Ci siamo lamentati, fra l’altro, dei fondi stanziati per il turismo( 32000 nel 20121, 22000 nel 2022 e 12000 nel 2023): è chiaro che oggi i turisti non ci sono, ma crediamo che per risollevare le sorti della nostra economia dopo la fine della pandemia Rovato debba scommettere molto su questi profili. Risposta incredibile del sindaco: è vero, l’investimento è vergognosamente insufficiente. Peccato che non ci abbia detto se e come rimedieranno.

Grande opera, il mercato coperto (che poi, visto quanto ci stanno mettendo a fare un semplice ponte, chissà se questo mercato lo vedremo o no) e riqualificazione dell’area mercatale. Non esiste ancora alcun progetto degno di questo nome, non si capisce neanche bene se sarà coperto o no e se sarà usato solo per le fiere o anche per il mercato settimanale. L’unica cosa certa è il costo (€ 5. 940.800,00) ma anche sulle risorse necessarie per coprirlo non c’è chiarezza, anzi! Tolto l’importante contributo regionale (€ 2.500.000,00), il Comune si indebiterà per circa € 3.440.800,00. Altra grande opera prevista è il completamento della Cittadella dello Studio (Biblioteca) da realizzarsi sulle ceneri dell’ ex Cinema Corso, con un investimento previsto di euro 2.500.000,00 che dovranno arrivare dai cosiddetti “standard qualitativi”, che però non si capisce da dove derivino né se siano effettivamente certi. Di certo ci sono solo i costi già affrontati per vari progetti di fattibilità ( vedasi nostro post precedente con le specifiche) e per la demolizione. Dopo aver eluso per ben due volte la domanda, l’assessore Agnelli a tal proposito ha detto che si tratta di una posta messa lì per far quadrare il bilancio ma che non bisogna farci affidamento. Siamo allibiti.

Anche sugli investimenti scolastici c’è stato scontro: la consigliera Luciana Buffoli ha osservato, pacatamente, che ci sarebbe bisogno di risorse (ad esempio per la mensa e la palestra alle elementari del centro) e di tutta risposta l’assessore Bergo le ha sostanzialmente detto che non sa stare al mondo perché non sa che i bambini saranno in calo. I toni dell’assessore sono stati gravemente duri e offensivi e ci dissociamo fermamente da questo modo di fare.

Grave è anche apprendere che il Comune di Rovato non riesce a recuperare i propri crediti dai contribuenti morosi, non solo per le sanzioni da codice della strada ma anche per l’IMU: sappiamo che l’ufficio tributi è oberato ma ci domandiamo se non sarebbe utile un suo potenziamento per migliorarne l’efficienza.

In generale l’impressione che abbiamo tratto dalla discussione è che la maggioranza del sindaco Belotti non abbia alcuna idea su come amministrare Rovato nei prossimi anni, tolte un paio di grandi opere sulla cui realizzazione – visti i precedenti – non scommetteremmo. Non c’è visione politica, né competenza per gestire in maniera efficiente le risorse: l’idea sembra essere quella di sbrigare gli affari correnti e sperare nel futuro, mentre questo a nostro avviso è il momento per prendere in mano le sorti della città e scommettere in maniera sensata e competente sul futuro.

La maggioranza ha promesso modifiche in corso d’opera, ma non crediamo che abbiano idea di come trovare le risorse, quindi dubitiamo che queste modifiche verranno effettivamente apportate.

Il consiglio, infine, dopo oltre quattro ore di discussione si è chiuso con l’approvazione di due punti di minore importanza : un ritocco al ribasso del gettito minimo garantito cui è vincolato il concessionario alla riscossione dell’imposta comunale su pubblicità e affissioni, sul quale ci siamo astenuti e alcune rettifiche formali alla convenzione per la gestione in forma associata sovracomunale della procedura di gara per l’aggiudicazione del servizio di gestione rifiuti, sulle quali abbiamo votato favorevoli.
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