Il 13 maggio 2021 si è svolto il terzo consiglio comunale del 2021: il precedente era stato il 25 febbraio, ci eravamo abituati a un buon ritmo e poi improvvisamente tre mesi di stop… boh…
Consiglio fittissimo, con ben 18 punti all’ordine del giorno, la maggior parte ripartita tra bilancio ed edilizia/urbanistica. Temi leggeri, insomma.
Partiamo dal fondo, perché il fondo stavolta sembra che abbiamo davvero rischiato di toccarlo.

Al punto 18, sotto una vago “comunicazioni del presidente del consiglio comunale” la Presidente si è cimentata in una brutta parte: rispondendo a una lettera inviata dalla consigliera Luciana Buffoli per questioni attinenti le sue personali e meritorie attività di assistenza domiciliare, la Presidente Martinelli ha dato vita a un vero e proprio attacco personale, del tutto fuori luogo sia per la sede che per i toni utilizzati. Su questo fatto grave abbiamo già scritto, ma rimaniamo davvero allibiti e addolorati per la gratuità dell’attacco e per la strumentalizzazione operata dalla maggioranza (e non certo da Luciana, che la lettera mica l’ha mandata ai giornali).
Ma i toni erano già molto caldi per i due punti precedenti, il 16 (“mozione contro frase razzista”) e il 17 (“mozione per la revoca della cittadinanza onoraria a Mussolini”).

Il punto 16 era ben noto, anche grazie alla ribalta mediatica che era conseguita alla nostra segnalazione di una frase razzista pubblicata su Facebook dal consigliere Diego Vezzoli e ripresa poi da una mozione degli altri gruppi di minoranza. Ci aspettavamo delle scuse, ai cittadini e all’istituzione consiliare: siamo i primi a sapere che tutti sbagliano e se il consigliere Vezzoli si fosse limitato a delle scuse sincere crediamo che tutto sarebbe finito lì. E invece no: lunga replica del consigliere Vezzoli che in sostanza dice che è tutta colpa di chi ha segnalato la frase, che se sta tutto il giorno a spiare i social degli altri ha dei problemi, che lui ha fatto un sacco di volontariato, che è una brava persona, che è lui la vittima, e altre robette del genere, buone solo a distrarre dal vero tema, e cioè che se uno scrive che i neri sono color della merda minimo minimo in quel momento lo ha anche pensato e che i casi sono due, o lo pensa sul serio, e allora in consiglio comunale non ci deve stare, oppure ha avuto un momento di sbandamento, e allora a quel consiglio in cui siede deve chiedere scusa. E non meno importante, deve chiedere scusa alle persone di colore, cittadini di Rovato e non. Punto. Il resto sono chiacchiere buone a distrarre la gente. Idem l’intervento del sindaco, pieno di concetti tipo “radical-chic” e “trenino” che francamente erano già vecchi anni fa. E quando cerchi a tutti i costi di distrarre, di fare polemiche a caso, vuol dire che chi ti ha criticato ha colto nel segno.
Inutile dire che la mozione è stata respinta e che va tutto bene così.

Punto 17 ancora peggio: chi non vorrebbe avere Mussolini come concittadino? Sarebbe stato ovvio il voto a favore. E invece…. e invece no, perché nell’assoluto silenzio la maggioranza non ha votato a favore ma nemmeno si è astenuta: ha proprio votato contro la revoca della cittadinanza onoraria a Mussolini. Lo abbiamo detto in consiglio e lo ripetiamo ora: ci sono cose più attuali e importanti, questo è ovvio. Ma non è che uno se fa una cosa meno importante non può anche fare contemporaneamente quelle più importanti. E poi così trascurabile non era, se la maggioranza si è addirittura sentita di votare contro. Qualcuno ha ritenuto di vedere nell’alzata di mano del sindaco un saluto romano: noi non lo crediamo, ma l’assordante e compatto silenzio non lascia ben sperare. Ci avrebbe fatto piacere sentire la motivazioni del no, ma evidentemente non ce n’erano o non potevano essere dette. A chi poi pensa che sia un tema non attuale rispondiamo che se in Consiglio Comunale c’è una persona che qualche mese fa si è pubblicamente augurata che possa avvenire una nuova marcia su Roma, forse un ripassino di storia non avrebbe fatto male. Sarà per la prossima.
Come si diceva, il resto dei punti all’ordine del giorno riguardava bilancio e PGT.

Nei punti dal 2 al 5 dell’ordine del giorno il consiglio ha approvato variazioni al bilancio di previsione 2021-2023 e il rendiconto della gestione per l’esercizio finanziario 2020. Al di là dei singoli contenuti, abbiamo cercato di portare la discussione sull’utilizzo che questa amministrazione sta facendo delle risorse che ha a disposizione e soprattutto dei circa 2 milioni e mezzo di euro in più che sono entrati nelle casse comunali per l’intervento dei vari fondi istituiti dalla normativa emergenziale Covid-19. Due milioni e mezzo di euro non sono uno scherzo, sono risorse con cui si potrebbe fare molto. E invece abbiamo avuto la sensazione, leggendo le quasi 500 pagine del rendiconto, che gli assessorati si siano occupati di nient’altro che ordinaria amministrazione e che non esista una vera idea politica della nostra comunità per il prossimo futuro. La sensazione, lo abbiamo detto in consiglio, è che questa amministrazione sia più preoccupata di tirare a campare che non a pensare a progetti di lungo periodo e di largo respiro. Uniche eccezioni il mercato coperto, su cui si investiranno quasi 6 milioni di euro, con indebitamento bancario e investimento di risorse proprie, e l’ex cinema corso, un progettino da nulla, qualche stanzetta che costerà non meno di 3 milioni e mezzo di euro, con utilità che ci pare davvero dubbia.
Dall’amministrazione repliche insoddisfacenti: è colpa dello Stato che limita le destinazioni dei fondi (non importa che altre amministrazioni facciano progetti di ben altra misura), è colpa delle norme sugli appalti che vincolano i Comuni a regole assurde (peccato che a Rovato non si sia nemmeno riusciti a iniziare la costruzione un ponticello da 500.000 euro).
Abbiamo votato contrario a tutti i punti, essenzialmente per l’insufficienza delle risposte ricevute.

Al punto 6 l’approvazione del regolamento privacy che supporta il sistema di videosorveglianza sul territorio: al di là degli aspetti più tecnici del regolamento, abbiamo cercato di provocare la discussione sull’uso che delle telecamere venga fatto nel nostro Comune, senza però ricevere dati certi se non un generico richiamo all’efficacia preventiva sulla sicurezza.
Al punto 7 l’approvazione delle modifiche al regolamento per la concessione di occupazione del Centro Fiere Franciacorta, ovvero l’area feste del foro boario. Nulla da dire se non che una delle poche modifiche significative prevede che la Giunta possa modificare a piacimento le tariffe per l’uso dell’area: si tratta di poche decine/centinaia di euro, ma per le associazioni che fanno richiesta possono essere un importo non trascurabile, e non ci piace che la Giunta possa decidere a chi far pagare di più e a chi di meno. Abbiamo chiesto spiegazioni, e ci è stato confermato il nostro dubbio. Incredibile. Abbiamo votato contrari.
Il punto 8 ha trattato una modifica al regolamento per lo svolgimento dell’attività di commercio su aree pubbliche sul mercato settimanale e su posteggi isolati, regolamento approvato con Deliberazione di Consiglio Comunale n. 41 del 26/11/2015: nello specifico è stato adeguato l’art 8 del suddetto regolamento nel rispetto delle nuove disposizioni legislative regionali e nazionali sulla concessione di suolo pubblico. Modifica dovuta: nulla da dire.

Il punto 9 ha avuto ad oggetto una modifica al protocollo d’intesa tra Comune e Provincia per l’ampliamento dell’Istituto Gigli. Nonostante le spiegazioni fornite dall’assessore Bergo non abbiamo proprio capito come la nuova formulazione del protocollo possa aver apportato una semplificazione burocratica mentre ci sembra che abbia avuto ad oggetto una diversa regolamentazione del diritto di prelazione della Provincia sul terreno comunale su cui sorgerà l’edificio. A parte questo, comunque, abbiamo colto l’occasione per chiedere maggiori dettagli sull’opera, perché se vi andaste a leggere le due facciate della convenzione vi accorgereste che c’è scritto chiaramente che costa più di un milione e mezzo di euro ma non si capisce bene se saranno aule, laboratori, servizi, né quanto grande sarà l’opera. Dopo aver insistito un po’ (l’abbiamo dovuto chiedere tre volte) ci è stato detto che pare saranno sei nuove aule, da destinarsi a didattica o laboratori in base alle esigenze decise dell’istituto. Da notare che il Comune è chiamato a compartecipare per ben 350.000 €, che sono sempre ben spesi se si tratta di scuole e che però a quanto ha riferito il sindaco sono il frutto di una specie di obbligo imposto dalla Provincia, che chiede denari per costruire un immobile che poi rimarrà di sua proprietà. Faccenda discutibile. Siccome non si capisce come e dove verranno destinate tali ingenti risorse, abbiamo dovuto votare negativamente, anche se resta fermissimo il nostro sostegno all’importanza dell’istruzione e degli investimenti sugli edifici scolastici.

Dal punto 10 al punto 14, il consiglio ha approvato una serie di provvedimenti per l’attuazione della Legge Regionale n. 18 del 2019, la quale – inserendosi in una successione di leggi riguardanti la riqualificazione urbana – ha approvato diverse misure di semplificazione e incentivazione per la rigenerazione urbana e territoriale nonché per il recupero del patrimonio edilizio esistente. Con queste deliberazioni il Consiglio comunale ha deciso a quali aree si applicheranno le misure previste dalla legge e con quali aliquote, quali aree ne saranno invece escluse, nonché i criteri di accesso alla riduzione del contributo di costruzione. Ci siamo chiesti se con queste decisioni il Comune avesse esercitato uno spazio di discrezionalità più o meno ampio, e a quanto pare sì, il Comune ha avuto un margine importante per decidere il da farsi. Abbiamo allora votato contrari, lamentando – e non è la prima volta – che sarebbe stato bello, come minoranze, essere coinvolti nel processo di valutazione di queste regole così importanti per decidere il volto, lo sviluppo e l’identità della nostra città.
Al punto 15, infine, il Consiglio ha approvato un’integrazione alla convenzione tra Comune e Guardia di Finanza per la localizzazione sul nostro territorio della famosa caserma. A quanto pare una pura integrazione formale, ma ancora una volta i termini della questione sono troppo vaghi e indeterminati per poter votare qualcosa di diverso dal no.
In chiusura la solita notazione: alla minoranze i documenti preparatori del consiglio vengono forniti pochissimi giorni prima, senza alcun coinvolgimento prima e senza alcun supporto. La giunta e il sindaco la raccontano, che gli uffici sono a nostra disposizione, che la loro porta è aperta, ecc. ecc. ecc. La verità è che se ricevi seicento pagine da leggere, capire e studiare tre giorni prima, e magari hai pure un lavoro (sai com’è, devi anche mangiare), non c’hai nemmeno il tempo di prenderlo un appuntamento, sempre che tu riesca a organizzarti per farlo. Ci piacerebbe quindi non soltanto di essere coinvolti un pochino prima nei vari processi decisionali (poi decide comunque la maggioranza, ovviamente, per carità) ma che non vengano offese le intelligenze nostre e dei rovatesi con la storiella che possiamo ottenere tutte le informazioni che vogliamo.

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