La sera di Santo Stefano, ma ormai lo sapete tutti, si è tenuto un consiglio comunale che si ricorderà nella storia della nostra Città. Potete leggerne il resoconto sui giornali e sui social, e non intendiamo aggiungere il nostro. Anche perché i fatti sono davvero chiarissimi.
Teniamo invece a dire la nostra su alcune questioni.

1. Chi ha convocato un Consiglio alla sera di Santo Stefano?
Non noi. Noi non l’abbiamo convocato e non l’abbiamo neppure chiesto.
L’hanno chiesto i consiglieri di minoranza che hanno sostenuto Valentina Remonato sindaco, per discutere di temi che ritenevano fossero urgenti. L’hanno chiesto il 13 dicembre e quindi, secondo il regolamento, doveva essere convocato entro il 2 gennaio.

2. E quindi perché proprio a Santo Stefano?
La data e l’orario, tra tutti i giorni utili, sono stati decisi dal presidente del Consiglio, Roberta Martinelli, in accordo con il sindaco.

3. Cosa c’era di tanto urgente da discutere?
I temi all’ordine del giorno, richiesti dai gruppi di Valentina Remonato erano due:
a. l’istituzione dello sportello antiviolenza; b. l’ampliamento della cava Bonfadina.
Del primo, francamente, si poteva parlare anche a gennaio, il secondo era vincolato a un termine, il 9 gennaio, entro il quale il Comune dovrà prendere posizione su un grosso ampliamento della cava, e quello non poteva certo aspettare.

4. Ma quindi cosa è successo?
In prima convocazione il Consiglio può deliberare con il 50%+1 dei membri, in seconda con il 33%+1.
I consiglieri di maggioranza non si sono presentati né in prima né in seconda.
Alla prima, oltre ai sei consiglieri di minoranza, erano presenti il sindaco Belotti e il presidente Martinelli . Alla seconda non c’era nessuno, tranne noi sei consiglieri di minoranza.

5. Ma perché questa sceneggiata?
La maggioranza ha convocato il consiglio la sera di Santo Stefano solo per poi potersi lamentare (vedi il post sul facebook del sindaco apparso come da copione la mattina del 26). Che fosse tutto programmato è ovvio, ma se non bastasse è ancor più evidente se si pensa che questo era il primo consiglio per il quale era già prevista in partenza una seconda convocazione (proprio antisgamo).
I consiglieri di maggioranza non si sono presentati semplicemente per prendere in giro la minoranza. In seconda convocazione non si sono invece presentati nemmeno il sindaco e il presidente per fare in modo che il numero legale fosse garantito dai due consiglieri di RovatoW e per poter poi dire che noi abbiamo fatto “il gioco della Remonato”.
Sapevano benissimo che le mozioni sarebbero state approvate ma evidentemente non gli importa nulla né della violenza sulle donne né del consumo del territorio. Gli importava solo di farsi quattro risate nel vedere sei consiglieri fare il proprio lavoro mentre loro erano a casa con le loro famiglie a mangiarsi il panettone.

6. E voi perché vi siete presentati?
Perché siamo persone serie. Perché siamo stati eletti, ci siamo presi una responsabilità e quando veniamo convocati per un Consiglio comunale ci presentiamo a fare il nostro dovere in nome dei cittadini rovatesi. Lo facciamo in ogni occasione, anche la sera di Santo Stefano.

IL SUGO DELLA STORIA

Il sugo della storia è presto detto, l’infinita guerra tra l’amministrazione e i gruppi che hanno sostenuto Valentina Remonato. Una guerra che interessa solo a loro.

All’amministrazione vorremmo dire che l’assenza in Consiglio non è stato rispettosa del Consiglio comunale, nemmeno noi avremmo voluto fare un Consiglio la sera di Santo Stefano, ma tant’è, una parte della minoranza l’ha richiesto, è stato convocato e ci siamo presentati. Nemmeno a noi pareva così importante convocare un Consiglio con quei due soli punti all’ordine del giorno ma per rispetto ci siamo presentati. Del resto, la data l’hanno scelta loro e ora si lamentano… mah…

Ai colleghi di minoranza vorremmo invece suggerire di provare sempre a dialogare, lo stesso, anche con questa amministrazione. Il punto sulla cava era importante, ma avete provato a chiamare il sindaco per capire che intenzioni avesse prima di chiedere la convocazione? Vorremmo che provassero a lasciar perdere le battaglie super-legaliste sulle commissioni, sui loghi e sul regolamento, e che tornassimo tutti a parlare di Rovato, che di roba da dire ce n’è. Anche perché questa tensione non giova a nessuno e nemmeno alle battaglie giuste (scuola, ponte, mercato, frazioni), e non possiamo farcela da soli mentre tutti litigano a vuoto.

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